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On The Block, Harlem Private ViewClassroom banks consumed by the elbows, anonymous corridors, floor boards wornout by an endless round trip, seats bored in a waiting room. It's the interiors' silent poetry, the interiors of a bit yellowed Harlem, frozen in the suspension of absence, that Susanna Pozzoli portrayed in her On The Block, Harlem Private View. As a catalog of the American way of living spaces - made by the photographer entering in the houses of the New York district whose history intertwines Dutch roots and African-American culture, and whose paths cross gospel choirs and smells of soul food - the pages of the book reveal, beyond the open doors, show cases of dusty trophies, family photos on the mantelshelf, ketchup bottles stiff alongside those of mustard, dirty dishes forgot in the kitchen sink. 66 photographs that document, from within, one block bordered by Lenox Ave and Adam Clayton Powell Blvd, while outside the world is changing: Harlem, ghetto neighborhood up to 80's, is now suspended between the inevitable progress of gentrification, which expels the old inhbitants increasing estate's prices, and the resistance to the hard blows of the crisis. Pozzoli, which developed the project during the residence Harlem Studio Fellowship by Montrasio Arte, crossed the threshold of these houses to explore the concept of home - without changing anything and using only natural light - in a corner of the world that represents a great social and cultural diversity: comfortable and rich houses and bare rooms inhabited only by dust, gyms and drugstores, churches and shops. The result are images pervaded by a deep and penetrating silence, like in a long summer afternoon, from which emerge stories and whispers, memories and farewells. [Irene Alison] Banchi di scuola consumati dai gomiti, corridoi anonimi, assi di un pavimento logorato da infinite andate e ritorni, poltrone che si annoiano in una sala d'aspetto. E' la poesia muta degli interiors, gli interni di una Harlem un po' ingiallita, fissata nella sospensione dell'assenza, quella che Susanna Pozzoli ha ritratto nel suo On the Block, Harlem Private View. Come in un catalogo del modo americano di abitare gli spazi - realizzato dalla fotografa entrando nelle case del quartiere più jazz di New York, la cui storia intreccia radici olandesi e cultura afroamericana e le cui strade incrociano cori gospel e odori del soul food - si svelano nelle pagine del libro, al di là delle porte aperte, bacheche di trofei impolverati, foto di famiglia sulla mensola del caminetto, bottiglie del ketchup impettite accanto a quelle della senape, piatti sporchi dimenticati nel lavandino della cucina. 66 fotografie che raccontano, dall'interno, un block (un isolato) delimitato da Lenox Ave e Adam Clayton Powell Blvd, mentre fuori il mondo sta cambiando: Harlem, quartiere ghetto fino agli anni 80, è oggi sospeso tra l'ineluttabile procedere della gentrification, che con la crescita del prezzo degli immobili espelle i vecchi abitanti a basso reddito, e la faticosa resistenza ai colpi della crisi. Pozzoli, che ha realizzato il progetto grazie alla residenza Harlem Studio Fellowship di Montrasio Arte, ha varcato la soglia di queste case per esplorare il concetto di home - senza modificare gli elementi presenti negli interni e servendosi esclusivamente della luce naturale - in un angolo di mondo specchio di una grande diversità socioculturale: accoglienti case di ricchi e stanze spoglie abitate solo dalla polvere, palestre e tavole calde, chiese e botteghe. Il risultato sono immagini che emanano un silenzio intenso e penetrante, come quello di una lunga domenica pomeriggio di languore estivo, dal quale affiorano storie e sussurri, memorie e abbandoni. [Irene Alison] |